Cari amici ed amiche, la lunga rotta per Fiore blu è iniziata, vediamo un orizzonte con una lunga scia sulla poppa .
Dopo una Corsica e Sardegna sul lato ovest salpiamo da Villasimius in una alba un po’ “energica”; appena al largo ci ritroviamo con un maestrale sui 20 nodi con raffiche a 25, sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata… 150 miglia a Marettimo.
Il mare da mosso diventa agitato, con un onda sui 2.5 mt; una “tranquilla navigazione” al gran lasco. Veniamo frullati sino alla mattina successiva con un vento che dalle prime ore dell’alba comincia a calare a 10 nodi: un vero martirio.
Finalmente Favigliana, sempre stupenda. E, tappa dopo tappa, percorriamo la costa sud della Sicilia: Porto Empedocle per una visita alla valle dei templi; Licata, dove – rimasti a bordo per vento in rada fino a 28 nodi – assistiamo alle acrobazie di un canadair che si adopera per spegnere un incendio nato sulle alture; Marina di Ragusa, con il suo porto interamente rinnovato; per ritrovarci infine a Portopalo di Capo Passero con il suo castello sull’isola, recentemente acquisita da una multinazionale per farne un resort di lusso.
Notte in rada per un ridosso più sicuro e la mattina partenza per Siracusa. Finalmente, dopo giorni e giorni di silenzio, sentiamo il cicalino della canna impazzire! Rallentiamo e ci prepariamo al recupero: con somma sorpresa ci accorgiamo che è una pesca molto seria. Lottiamo per 2 ore con un pesce veramente straordinario! Una lampuga gigante che riusciamo a issare a bordo con enorme fatica e che onoreremo a tavola per una settimana intera.
Proseguiamo per Catania e Taormina e, lasciata la Sicilia, mettiamo la prua sulla Calabria, toccando Roccella jonica, Le Castella e Crotone. In Puglia tappa a Santa Maria di Leuca e Otranto; il mare, sempre benevolo con venti leggeri e costanti, ci regala l’avvistamento di diverse tartarughe. Volgendo lo sguardo all’orizzonte vediamo davanti a noi l’Albania, terra aspra e selvaggia… ma questa è un’altra puntata.
